Come stimiamo i tempi di ricarica
I tempi mostrati nel confronto veicoli sono stime indicative, non garanzie. Qui spieghiamo da dove arrivano.
I dati che usiamo
Formula DC
Calcoliamo l'energia da trasferire come battery_kwh × (end% − start%) / 100, poi la dividiamo per una potenza media stimata pari a circa il 60% del dc_max_kw dichiarato.
Il fattore 0,6 tiene conto della curva di ricarica reale: nessuna auto mantiene il picco per tutta la sessione, la potenza scende man mano che lo stato di carica aumenta (soprattutto oltre l'80%).
Formula AC
Usiamo la potenza minore tra il wallbox selezionato e l'ac_max_kw dell'auto. Esempio: una Renault Zoe (22 kW di bordo) su wallbox da 11 kW carica a 11 kW; una Fiat 500e (11 kW) su wallbox da 22 kW carica comunque a 11 kW.
In AC la curva è più lineare, quindi la stima è generalmente più precisa che in DC.
Perché i tempi reali possono variare
Temperatura batteria: sotto i 10°C o oltre i 35°C la potenza accettata cala anche del 30-50%.
- Stato iniziale di carica: partire dal 50% riduce molto la potenza media rispetto al 10%.
- Precondizionamento: senza preriscaldamento batteria la prima parte è più lenta.
- Colonnina condivisa: stalli accoppiati (split) possono dimezzare la potenza erogata.
- Limiti di rete locali e potenza effettivamente disponibile della stazione.
- Età e degrado della batteria: una batteria con 100.000 km accetta meno potenza.
- Aggiornamenti software del costruttore che modificano la curva di ricarica.
Le stime servono per confrontare modelli tra loro, non per pianificare al minuto un viaggio.